Case dipinte di rosso, rosa, giallo, arancio e azzurro lungo un canale di Burano, con piccole barche ormeggiate
Case dipinte lungo un canale di Burano

Le isole della laguna

Burano e Mazzorbo

Un’isola di pescatori, case dipinte e merletto ad ago, e la sua vicina verde e silenziosa al di là di un ponte di legno, nella laguna nord.

Burano si trova nella laguna nord, a circa 7 km da Venezia, e conta circa 2.800 abitanti. Un ponte pedonale in legno la collega a Mazzorbo, isola di orti e vigne che quasi tutti i visitatori attraversano senza fermarsi.

Case di ogni colore

Le case di Burano sono piccole, quasi tutte di due o tre piani, e dipinte con colori che altrove sembrerebbero azzardati: rosso mattone, rosa, giallo girasole, arancio, blu intenso. Viste insieme lungo un canale, con i panni stesi tra le finestre e le barche ormeggiate sotto, rendono l’isola riconoscibile al primo sguardo.

Si racconta che i pescatori dipingessero le case con tinte vivaci per riconoscerle dalla laguna nei giorni di nebbia. È una bella storia, e nessuno può dimostrarla. Di certo i colori non sono lasciati al caso. Seguono uno schema che risale al passato dell’isola, e chi vuole ridipingere la propria casa deve presentare domanda al Comune, che indica i colori ammessi per quell’edificio.

Il risultato è una tavolozza che cambia da casa a casa ma resta coerente nell’insieme. Guarda anche le cornici delle finestre e gli scuri, spesso dipinti in un tono a contrasto.

Il merletto ad ago

A Burano il merletto si lavora dal Cinquecento. È un merletto ad ago, costruito punto dopo punto con ago e filo, senza i fuselli usati in molte altre tradizioni. Un solo pezzo poteva impegnare diverse donne per settimane o mesi, ognuna tradizionalmente specializzata in alcuni punti.

Nel Settecento il mestiere decadde e quasi scomparve. Nel 1872, per riportare lavoro su un’isola colpita dalla miseria, la contessa Andriana Marcello e il politico Paolo Fambri fondarono una scuola di merletto nell’antico palazzo del podestà, sulla piazza principale. Le tecniche furono tramandate da Vincenza Memo, detta Cencia Scarpariola, ricordata come l’ultima donna che le conosceva tutte. In pochi anni la scuola contava più di cento allieve.

La scuola chiuse nel 1970. Il suo edificio ospita oggi il Museo del Merletto, aperto nel 1981 e parte dei musei civici veneziani. Espone merletti veneziani dal Cinquecento al Novecento, e nelle sue sale può capitare di trovare merlettaie al lavoro.

I merletti proposti sull’isola vanno dal paziente lavoro a mano alle importazioni a macchina. Chiedi che cosa stai guardando: un vero merletto ad ago richiede moltissimo tempo, e chi l’ha realizzato sarà felice di spiegarti come.

San Martino e il campanile pendente

La parrocchiale di San Martino si affaccia su piazza Baldassare Galuppi, l’unica piazza di Burano, intitolata al compositore nato sull’isola nel 1706. All’interno è appesa una Crocifissione dipinta da Giambattista Tiepolo negli anni Venti del Settecento.

Il campanile in mattoni, alto circa 53 metri, pende in modo evidente, di circa 1,8 metri secondo la maggior parte delle fonti, perché il terreno sotto di esso ha ceduto in modo irregolare. Si apprezza meglio da lontano, dal vaporetto in arrivo o dai margini dell’isola, dove la sua inclinazione risalta contro le linee dritte delle case.

Il campanile pendente di San Martino che svetta sui tetti di Burano, visto dalla laguna
Il campanile di San Martino visto dalla laguna, con una coppia di bricole in primo piano.

Pesca e cucina dell’isola

Burano ha sempre vissuto della laguna. I suoi pescatori battevano canali e bassifondi intorno all’isola, e la cucina segue ancora ciò che l’acqua offre. Lungo ogni canale sono ormeggiate piccole barche, con reti e nasse a bordo o accanto alle porte.

Il piatto più legato all’isola è il risotto di gò, preparato con un brodo di ghiozzo, un piccolo pesce di laguna con più spine che polpa, ma pieno di sapore. In primavera e in autunno cerca le moeche, piccoli granchi pescati proprio mentre cambiano il guscio e fritti interi. I dolci dell’isola sono i bussolà, biscotti al burro a forma di ciambella, e gli esse a forma di S, entrambi abbastanza secchi da conservarsi a lungo.

Non segnaliamo singoli locali. I menu seguono la stagione e il pescato, e chiedere che cosa è arrivato quella mattina è una guida migliore di qualsiasi fotografia appesa fuori.

Fotografare con rispetto

Burano è uno dei luoghi più fotografati della laguna, e i suoi abitanti ci convivono ogni giorno. Un po’ di attenzione aiuta a mantenerla un posto in cui la gente vuole continuare a vivere.

  1. Dietro quei colori vive qualcunoNon entrare negli usci, non sederti sui gradini delle case e non appoggiarti ai davanzali per una foto, e non fotografare mai dentro le abitazioni attraverso finestre o porte aperte.
  2. Lascia libere le fondamenteLe rive dei canali sono strette e sono anche la strada di casa per chi rientra con la spesa, i passeggini e i carrelli. Spostati invece di bloccarle per uno scatto.
  3. Chiedi prima di fotografare le personeSoprattutto le merlettaie al lavoro, i bambini e gli anziani. Di solito bastano un gesto e un sorriso; un cenno di diniego vuol dire no.
  4. Scegli le ore più tranquilleIl primo mattino e il tardo pomeriggio portano una luce più morbida e meno gente, e i colori risultano più pieni senza il sole duro di mezzogiorno.
  5. Lascia il drone nella custodiaI voli con i droni sono regolamentati, e l’isola è un’area abitata. Controlla le norme ufficiali prima ancora di pensarci.

Oltre il ponte, Mazzorbo

Un ponte pedonale in legno lungo circa 60 metri attraversa il canale tra Burano e Mazzorbo. Bastano due minuti a piedi e l’atmosfera cambia del tutto: la folla si dirada, le case lasciano il posto a orti, frutteti e canneti, e il rumore più forte può essere un motore fuoribordo sul canale.

Mazzorbo fu un tempo molto più importante di quanto sembri. Tra il IX e il XIV secolo gli insediamenti di questa parte della laguna vivevano di commerci marittimi, e la sola Mazzorbo contava cinque monasteri e cinque chiese parrocchiali. Con la crescita di Venezia decaddero e si svuotarono. Resta soltanto Santa Caterina, ricostruita alla fine del Duecento; il suo campanile trecentesco custodisce la campana più antica della laguna, datata 1318.

Vicino al ponte, una vigna murata appartiene a un’antica tenuta acquistata dal Comune nel 1999 e restaurata negli anni seguenti. Tra le sue viti c’è la Dorona, un antico vitigno lagunare che era quasi scomparso. Altrove sull’isola, le case dai colori accesi progettate dall’architetto Giancarlo De Carlo a partire dalla fine degli anni Settanta riprendono la tavolozza di Burano in forme moderne; furono costruite per riportare abitanti sull’isola.

Mazzorbo ha una propria fermata del vaporetto: puoi arrivare qui ed entrare a Burano dal ponte, oppure chiudere la giornata sulla sua fondamenta tranquilla, in attesa della corsa di ritorno.

Insieme a Torcello

Torcello è subito a nord di Burano, e una navetta la raggiunge in circa cinque minuti. Insieme formano il cuore naturale di una giornata nella laguna nord: Burano per i colori, il merletto e il pranzo, Torcello per la cattedrale, i mosaici e il vuoto. Murano si inserisce all’andata, perché i vaporetti dalle Fondamente Nove per Burano vi fermano.

Leggi il capitolo su Torcello per sapere che cosa vedere, e la pagina delle isole per un itinerario completo di un giorno nella laguna nord.

Come arrivare

Burano e Mazzorbo sono servite dai vaporetti in partenza dalle Fondamente Nove, sul margine settentrionale della città. I tempi indicati sono tipici e dipendono dalla linea e dall’ora del giorno.

Scheda percorso

Fondamente NoveversoBurano

Durata tipica
circa 40–45 minuti
Con
vaporetto

Consiglio
Se puoi, siediti all’aperto: il percorso passa accanto a Murano e attraversa la laguna nord aperta, segnata da file di bricole.

Scheda percorso

Fondamente NoveversoMazzorbo

Durata tipica
circa 35–40 minuti
Con
vaporetto

Consiglio
Scendi una fermata prima e raggiungi Burano a piedi dal ponte di legno.

Scheda percorso

BuranoversoTorcello

Durata tipica
circa 5 minuti
Con
vaporetto navetta

Consiglio
Controlla l’ora dell’ultima corsa da Torcello prima di lasciare Burano.

Linee, percorsi e orari cambiano con le stagioni. Prima di partire controlla le informazioni ufficiali dell’azienda del trasporto pubblico; il capitolo su come muoversi spiega come funzionano fermate e linee.

Domande

Quanto tempo dedicare a Burano?

Due o tre ore bastano per girare tra i canali, vedere San Martino e il Museo del Merletto e passare a Mazzorbo. Aggiungi Torcello e Murano e avrai una giornata piena.

Tutto il merletto di Burano è lavorato sull’isola?

No. Una parte è lavorata a mano sul posto, molto non lo è. Chiedi come e dove è stato realizzato un pezzo, e visita prima il Museo del Merletto per vedere com’è un vero merletto ad ago.

Si può andare a piedi da Burano a Torcello?

No. Torcello è separata da Burano da un canale e non c’è un ponte. La navetta impiega circa cinque minuti.