La sobria facciata in mattoni della cattedrale di Santa Maria Assunta a Torcello, dietro un basso portico coperto di coppi e gli archi in mattoni consumati dal tempo
La cattedrale di Santa Maria Assunta a Torcello

Isole della laguna

Torcello

Il primo grande centro della laguna oggi è un canale, qualche campo, due chiese e un campanile. Ma ciò che resta comprende alcuni dei più bei mosaici bizantini dell’Italia settentrionale.

Torcello si trova nella laguna nord, pochi minuti di barca oltre Burano. Mille anni fa era uno dei luoghi più importanti della laguna. Oggi ci vive solo una manciata di persone, e il motivo principale per venirci è una cattedrale più antica di quasi tutto ciò che si vede a Venezia.

Una città svanita nella palude

I primi abitanti arrivarono dalla terraferma, soprattutto dalla città romana di Altinum, l’odierna Altino, sulla sponda settentrionale della laguna. Tra il V e il VII secolo, mentre gli invasori attraversavano il Veneto, la popolazione si spostò tra le barene, dove un’acqua bassa che solo i barcaioli del posto sapevano leggere offriva riparo. Nel VII secolo li seguì il vescovo di Altino, e Torcello divenne il centro religioso della laguna nord.

L’isola prosperò con i commerci, il sale e la lana. Quante persone vi abitassero nel momento di massimo splendore è discusso: le fonti più antiche parlano di decine di migliaia, mentre le stime archeologiche recenti indicano al massimo qualche migliaio.

Il declino fu lento, e venne dall’acqua. I fiumi portavano sedimenti in quest’angolo di laguna, i canali divennero troppo bassi per le barche da carico e la palude stagnante alimentava la malaria. Alla fine del Medioevo molte famiglie si erano già trasferite a Murano, a Burano o nella città che cresceva attorno a Rialto. Nel 1689 la sede vescovile passò a Murano, e i costruttori portarono via pietre e mattoni dalle case abbandonate per riutilizzarli a Venezia. Resta il nucleo antico: la cattedrale, Santa Fosca e pochi edifici civili attorno a un prato. Per capire perché alcune zone della laguna si sono interrate e altre no, leggi il capitolo La laguna e i suoi fiumi.

La cattedrale di Santa Maria Assunta

Un’iscrizione ritrovata nella chiesa, la cui lettura è ancora discussa dagli studiosi, ne data la fondazione al 639, quando questa parte d’Italia dipendeva ancora da Bisanzio. Santa Maria Assunta è dunque la cattedrale più antica della laguna. Gran parte di ciò che si vede oggi risale a ricostruzioni successive, l’ultima all’inizio dell’XI secolo: un’alta basilica in mattoni a tre navate, un basso portico sulla facciata e, davanti, le fondamenta di un antico battistero. Sul lato sud le finestre si chiudono con imposte ricavate da un’unica lastra di pietra.

Il Giudizio universale

L’intera controfacciata, che si vede voltandosi verso l’uscita, è coperta da un mosaico del Giudizio universale eseguito da maestranze di formazione bizantina tra l’XI e il XII secolo. Si legge a fasce orizzontali, dall’alto in basso: la Crocifissione, la discesa di Cristo al Limbo, Cristo giudice tra gli apostoli, poi la pesatura delle anime e la separazione dei salvati dai dannati. L’inferno, a destra guardando la parete, comprende teschi da cui strisciano vermi. Sopra la porta, alla base della composizione, la Vergine prega con le mani alzate.

L’abside e l’iconostasi

All’estremità opposta, l’abside accoglie un’unica, alta figura della Vergine con il Bambino su un fondo d’oro uniforme, con gli apostoli allineati sotto di lei. Il vuoto dorato che la circonda è voluto, e non si dimentica. Davanti al presbiterio un’iconostasi in marmo con pavoni e leoni scolpiti chiude il coro, sormontata da tavole dipinte con la Vergine e gli apostoli, e il pavimento è un intarsio di marmi colorati.

Santa Fosca e la piazza

Accanto alla cattedrale sorge la chiesa più piccola di Santa Fosca, costruita tra l’XI e il XII secolo su pianta a croce greca. Un portico ad archi su colonne di mattoni e marmo la circonda su cinque lati e, nel pomeriggio, disegna ombre nette. L’interno è spoglio, quasi geometrico, e molto silenzioso.

Il trono di Attila

Sul prato della piazza c’è un rozzo sedile di pietra noto come trono di Attila. Con il re degli Unni, che qui non arrivò mai, non ha nulla a che vedere. La spiegazione più probabile è che servisse ai magistrati locali o al vescovo, forse quando si amministrava la giustizia all’aperto.

Il Museo di Torcello

Due edifici trecenteschi sulla piazza, il palazzo del Consiglio e il palazzo dell’Archivio, ospitano il Museo di Torcello. I reperti archeologici da Altino e dalla laguna e i frammenti medievali delle chiese dell’isola aiutano a immaginare la città scomparsa tutt’intorno.

Salire sul campanile

Il campanile quadrato in mattoni dietro la cattedrale risale all’XI secolo e si può salire quando è aperto ai visitatori. Dall’alto si abbraccia tutta la laguna nord, con il campanile pendente di Burano a due passi e, nelle giornate limpide d’inverno, le Alpi.

Il ponte del Diavolo e le barene

Dalla fermata del vaporetto un sentiero lastricato segue un canale rettilineo fino alla piazza: dieci-quindici minuti a piedi, tra poche case e qualche orto. Lungo il percorso si incontra il ponte del Diavolo, un unico arco in mattoni sul canale, senza alcun parapetto. Un tempo in laguna i ponti senza spallette erano la norma, oggi ne restano pochissimi; un altro è il ponte Chiodo a Cannaregio, di cui parliamo nel capitolo I ponti. Le leggende locali legano il nome a un patto con il diavolo, ma non se ne trovano due uguali.

Attorno al nucleo abitato, gran parte dell’isola e delle terre vicine è barena: terreno salmastro che si allaga solo con le maree più alte, coperto da piante basse e tenaci che in autunno prendono il colore della ruggine. Tutt’intorno si stendono canali poco profondi e velme, le distese di fango che affiorano con la bassa marea. È un ambiente ideale per gli uccelli: garzette e aironi cenerini cacciano nell’acqua bassa, i cormorani asciugano le ali sulle bricole e nei mesi freddi i limicoli si nutrono sul fango scoperto.

Una barena presso Lio Piccolo, nella laguna nord, con ciuffi di vegetazione, acqua bassa e un orizzonte piatto nella luce d’inverno
Barene presso Lio Piccolo, a est di Torcello: il paesaggio della laguna nord.

Gran parte di questo paesaggio è proprietà privata o barena protetta senza sentieri: goditelo dal sentiero lungo il canale, dal campanile o dalla barca, meglio al mattino presto o verso sera.

Come arrivare

Torcello ha una sola fermata del vaporetto, in fondo al sentiero lungo il canale. Le barche dalla città di solito toccano prima Burano, e una breve navetta collega le due isole. I tempi di percorrenza sono indicativi.

Scheda percorso

Fondamente NoveversoTorcello

Durata tipica
circa 45 minuti, spesso con cambio a Burano
Con
vaporetto della linea per la laguna nord

Consiglio
Controlla sul cartello del pontile se la tua barca prosegue per Torcello o si ferma a Burano.

Scheda percorso

BuranoversoTorcello

Durata tipica
circa 5 minuti
Con
vaporetto navetta

Consiglio
Le corse sono meno frequenti che sulle linee principali: appena scendi, annota gli orari del ritorno.

Scheda percorso

Fermata di TorcelloversoCattedrale

Durata tipica
10–15 minuti
Con
a piedi lungo il canale

Consiglio
Il sentiero è pianeggiante ma con poca ombra: d’estate porta dell’acqua.

Gli orari cambiano con le stagioni. Prima di partire consulta le informazioni ufficiali dell’azienda del trasporto pubblico, e leggi Muoversi sull’acqua per capire come funzionano fermate e linee.

Visitare con criterio

  1. Abbinala a BuranoVieni a Torcello per prima, al mattino, quando è più tranquilla, e passa il pomeriggio tra le case colorate di Burano e Mazzorbo.
  2. Vestiti come per una chiesaLa cattedrale e Santa Fosca sono luoghi di culto: spalle e ginocchia vanno coperte.
  3. Porta con te l’essenzialeI posti dove mangiare sono pochi. Porta acqua, protezione solare e, d’estate, un repellente per insetti.

Domande frequenti

Si può andare a piedi da Burano a Torcello?

No. Le due isole sono separate da un canale. Burano è collegata da un ponte a Mazzorbo, non a Torcello: la traversata si compie in barca.

Quanto tempo serve?

Mezza giornata dalla città, comprese le barche e la passeggiata; una giornata intera se aggiungi Burano.

Qualcuno abita ancora a Torcello?

Sì, ma pochissime persone: secondo i conteggi recenti i residenti stabili sono una decina.