Parole veneziane
Glossario dell’acqua
Il lessico di canali, maree, calli e barche che incontri sui cartelli, sulle mappe e negli annunci a bordo dei vaporetti, spiegato in parole semplici.
Venezia chiama i suoi luoghi con un vocabolario tutto suo. Una strada quasi mai è una via e un canale di solito è un rio, mentre l’unica piazza a chiamarsi tradizionalmente così è quella di San Marco. Gran parte di queste parole viene dal veneziano, la lingua dell’antica Repubblica, ancora parlata in città; alcune sono termini italiani usati con un significato locale. Basta impararne una dozzina perché i cartelli sui muri comincino a raccontare com’era la città prima che molti rii venissero interrati e le barene bonificate.
Le voci sono in ordine alfabetico, con il plurale, che sui cartelli compare spesso, e l’accento per le parole più insidiose. I collegamenti portano ai capitoli che trattano l’argomento per esteso, come Canali e rii.
A
- acqua altas.f.
Marea eccezionale che allaga le zone più basse della città, soprattutto dall’autunno all’inizio della primavera. Si forma quando una marea sostenuta incontra scirocco e bassa pressione; le sirene danno l’allarme.
Vedi anche Maree, acqua alta e MOSE.
- altanas.f., pl. altane
Piattaforma di legno sollevata su pilastrini sopra il tetto, documentata almeno dal Trecento. I veneziani la usano per stendere il bucato, prendere il fresco e guardare le regate.
B
- barenas.f., pl. barene
Terreno basso di limo e argilla, tenuto insieme da piante adatte al sale e sommerso solo dalle maree più alte. Le barene rallentano le correnti, e la loro erosione è un grave problema per la laguna.
Vedi anche velma e La laguna e i suoi fiumi.
- bocca di portos.f., pl. bocche di porto
Ciascuno dei tre varchi tra laguna e Adriatico: Lido, Malamocco e Chioggia. Da qui passa ogni marea, e qui si trovano le paratoie del MOSE, in funzione dal 2020.
- bricolas.f., pl. bricole
Gruppo di due o più grossi pali di legno legati in cima, che segna il margine di un canale navigabile. Fuori dalla fila di bricole l’acqua può essere bassissima.
Vedi anche palina.
C
- calles.f., pl. calli
La strada veneziana per eccellenza, dal latino callis, «sentiero». Una calle larga misura qualche metro; le più strette sono larghe poco più delle spalle di una persona.
- campiellocam-pièl-los.m., pl. campielli
Un campo piccolo, spesso poco più di un allargamento della calle con una vera da pozzo al centro.
- campos.m., pl. campi
La piazza veneziana. Il nome ricorda che molte erano un tempo sterrate ed erbose. Ogni parrocchia è cresciuta attorno al suo campo, con la chiesa e una o più vere da pozzo. L’unica a chiamarsi tradizionalmente piazza è quella di San Marco.
- canales.m., pl. canali
Un canale di grandi dimensioni. Pochi corsi d’acqua portano questo nome, tra cui il Canal Grande, il canale della Giudecca e il canale di Cannaregio; quasi tutti gli altri canali della città sono rii.
Vedi anche Il Canal Grande.
- cavanas.f., pl. cavane
Ricovero coperto per le barche. Le prime erano capanne di paglia sulla riva; poi le cavane furono ricavate al piano terra delle case, aperte sul rio con un arco a pelo d’acqua.
- cortes.f., pl. corti
Cortile circondato da case, spesso raggiungibile attraverso un sotoportego e spesso senza uscita. Molte corti erano condivise da più famiglie e hanno una propria vera da pozzo.
F
- felzes.m.
La piccola cabina removibile che un tempo riparava i passeggeri della gondola dalle intemperie e dagli sguardi indiscreti. È scomparsa all’inizio del Novecento.
- ferros.m.
L’ornamento metallico sulla prua della gondola, che fa anche da contrappeso al gondoliere a poppa. Leggere nei suoi sei denti i sei sestieri è una leggenda tarda: i ferri antichi ne avevano meno.
- fondamentas.f., pl. fondamente
Banchina lastricata lungo un canale. Dove un rio non ne ha, le case salgono direttamente dall’acqua. Le Fondamente Nove, sul margine nord della città, ne portano il nome.
Vedi anche riva.
- forcolafór-co-las.f., pl. forcole
Lo scalmo scolpito della gondola, di solito in noce, sagomato perché con un solo remo la barca possa avanzare, girare, rallentare, retrocedere e fermarsi. Ognuna è fatta su misura.
G
- ghebos.m., pl. ghebi
Canale naturale stretto e tortuoso che solca le barene, scavato dalla marea. Contiene acqua quasi sempre, così le barche piccole possono seguirlo fin dentro le barene.
I
- imbarcaderos.m., pl. imbarcaderi
Approdo per le barche e, nell’uso comune, l’intera fermata del vaporetto. I più grandi hanno diversi pontili, ognuno per linee diverse.
Vedi anche pontile.
L
- lidos.m., pl. lidi
Lunga e stretta lingua di sabbia tra la laguna e il mare aperto. Il Lido di Venezia è il più noto, e i suoi stabilimenti balneari hanno dato all’inglese la parola lido, cioè piscina o spiaggia all’aperto.
Vedi anche Lido e Pellestrina.
M
- motoscafos.m., pl. motoscafi
Imbarcazione a motore. A Venezia indica anche i battelli più bassi e veloci della flotta pubblica, usati sulle linee che girano attorno alla città, oltre alle barche private e ai taxi acquei.
- murazzis.m. pl.
Le imponenti dighe in pietra d’Istria costruite tra il 1744 e il 1782 per difendere Lido, Pellestrina e Sottomarina dalle mareggiate dell’Adriatico. Lunghi tratti resistono ancora sul lato mare.
Vedi anche Lido e Pellestrina.
N
- nizioletoni-zio-lè-tos.m., pl. nizioleti
Il nome della calle dipinto sul muro a lettere nere su un riquadro bianco; la parola significa «lenzuolino». Indica il tipo di luogo e il suo nome, che spesso ricorda un mestiere, una famiglia o un canale scomparso.
P
- palinas.f., pl. paline
Palo singolo piantato sul fondo di un canale per ormeggiare una barca. Davanti ai palazzi le paline sono spesso dipinte a spirale con i colori della famiglia.
Vedi anche bricola.
- piscinas.f., pl. piscine
Nella toponomastica veneziana non indica una vasca per nuotare, ma un antico specchio d’acqua poi interrato e lastricato. La piscina San Samuele, vicino al Canal Grande, ne è un esempio.
Vedi anche rio terà.
- pontiles.m., pl. pontili
Il pontone galleggiante della fermata del vaporetto, collegato alla riva da una passerella incernierata che sale e scende con la marea.
Vedi anche Muoversi sull’acqua.
R
- ramos.m., pl. rami
Alla lettera un ramo della calle: un vicolo laterale breve, spesso cieco, che finisce su un canale senza ponte.
- rios.m., pl. rii
Il canale veneziano per antonomasia: così si chiamano quasi tutti i corsi d’acqua della città, tranne i pochi grandi canali. Se ne contano da circa 150 a 177, a seconda di che cosa si include.
Vedi anche Canali e rii.
- rio teràs.m., pl. rii terà
Un rio interrato e trasformato in strada; terà significa appunto «interrato». La maggior parte fu colmata nell’Ottocento, ma la pratica è molto più antica.
Vedi anche piscina.
- rivas.f., pl. rive
Banchina affacciata su un ampio specchio d’acqua, dove le barche possono approdare, come la riva degli Schiavoni sul bacino di San Marco. È più larga e aperta di una fondamenta.
- rugas.f., pl. rughe
Antico nome di una via lunga e fiancheggiata da botteghe, forse dal francese rue. Ne sopravvivono diverse attorno a Rialto, l’antico quartiere del mercato.
S
- saccas.f., pl. sacche
Insenatura o specchio d’acqua chiuso ai margini della città, come la sacca della Misericordia. Alcune sacche furono interrate per ricavare terreni che ne hanno conservato il nome, come Sacca Fisola.
- salizadas.f., pl. salizade
Una delle prime strade a essere lastricate, in mattoni già dalla fine del Trecento, quando la maggior parte delle calli era ancora in terra battuta. Di solito è un percorso di passaggio importante.
- sandolos.m., pl. sandoli
Barca a remi leggera e a fondo piatto, più piccola e semplice della gondola, vogata in piedi. Si usa per la pesca, per gli spostamenti e per imparare la voga alla veneta.
- sestieres.m., pl. sestieri
Ciascuno dei sei quartieri del centro storico: Cannaregio, Castello, Dorsoduro, San Marco, San Polo e Santa Croce. La Giudecca fa parte di Dorsoduro. I numeri civici proseguono per tutto il sestiere invece di ricominciare a ogni calle.
Vedi anche Muoversi sull’acqua.
- sotoportegoso-to-pòr-te-gos.m., pl. sotoporteghi
Passaggio coperto che attraversa il piano terra di un edificio, spesso basso e buio, con travi di legno a vista, e collega due calli o porta a una corte o a un canale. Si scrive anche sottoportego.
- squerosquè-ros.m., pl. squeri
Cantiere dove si costruiscono e si riparano gondole e altre barche tradizionali, con uno scivolo verso l’acqua. Lo squero di San Trovaso, a Dorsoduro, ancora in attività, si vede dalla fondamenta di fronte.
- stazios.m., pl. stazi
Il posto dove i gondolieri aspettano i passeggeri. Per estensione, qualsiasi approdo ufficiale di sosta per le barche, come quello dei taxi acquei.
T
- topos.m., pl. topi
Barca da carico tradizionale della laguna, un tempo a vela e oggi quasi sempre a motore. Il topo a motore è il furgone della città e porta di tutto, dalla spesa ai materiali da costruzione.
- traghettos.m., pl. traghetti
Barca di passo. In città indica la gondola che due gondolieri vogano da una sponda all’altra del Canal Grande in pochi punti fissi.
Vedi anche Muoversi sull’acqua.
V
- valle da pescas.f., pl. valli da pesca
Tratto di laguna chiuso da argini per l’allevamento estensivo del pesce. Il novellame entra dal mare e vi resta a crescere; circa un sesto della superficie d’acqua della laguna è occupato dalle valli.
- vaporettos.m., pl. vaporetti
Il mezzo pubblico sull’acqua, che prende il nome dai piccoli battelli a vapore comparsi nel 1881. In senso stretto indica i battelli grandi e lenti con il ponte scoperto; nell’uso comune, qualsiasi barca di linea.
Vedi anche Muoversi sull’acqua.
- velmas.f., pl. velme
Bassofondo fangoso che emerge con la bassa marea e torna sommerso con l’alta, più basso di una barena e privo della sua vegetazione. Con l’acqua bassa vi si nutrono gli uccelli limicoli.
Vedi anche barena.
- vera da pozzos.f., pl. vere da pozzo
Il parapetto in pietra scolpita sopra una cisterna. L’acqua piovana del selciato filtrava attraverso la sabbia fino a un pozzo centrale; fino all’apertura dell’acquedotto dalla terraferma, nel 1884, era l’acqua da bere della città. Ne sopravvivono centinaia, chiuse da coperchi metallici.