Il Lido e Pellestrina sono isole-barriera: strisce di sabbia lunghe circa 11 km ciascuna, che separano la laguna dal mare aperto. A differenza del centro storico, su entrambe ci sono strade, auto e autobus.
Due lidi, tre bocche di porto
Su una carta della laguna, il margine orientale è una linea sottile e spezzata. Sono i lidi, cordoni di sabbia formati in migliaia di anni là dove i sedimenti dei fiumi incontravano le correnti dell’Adriatico. Il Lido va dalla bocca di porto di Lido, a nord, fino a quella di Malamocco; Pellestrina prosegue verso sud fino alla bocca di Chioggia. Attraverso questi tre varchi il mare entra ed esce dalla laguna a ogni marea.
Per Venezia i lidi sono sempre stati la prima linea. Spezzano la forza delle mareggiate da est e impediscono alla laguna di trasformarsi in un golfo. Oggi le tre bocche ospitano anche le paratoie mobili del MOSE, sollevate quando è prevista una marea eccezionale; il capitolo Maree, acqua alta e MOSE spiega come funziona il sistema.
Il Lido
Il vaporetto dalla città approda a Santa Maria Elisabetta, sul lato laguna. Dal pontile il Gran Viale Santa Maria Elisabetta, un ampio viale alberato lungo circa 700 m, attraversa l’isola in linea retta fino al mare.
Le spiagge
Il lato mare dell’isola è un’unica, lunga spiaggia di sabbia che digrada dolcemente. Gran parte del tratto centrale è occupata da stabilimenti in concessione con file di cabine in legno, mentre ampie spiagge pubbliche si trovano verso le estremità nord e sud.
Le ville liberty
Il Lido divenne località balneare nella seconda metà dell’Ottocento, e i suoi edifici più notevoli risalgono ai decenni attorno al 1900. Nelle traverse del Gran Viale e lungo il lungomare sorgono ville in stile liberty, la versione italiana dell’Art Nouveau, con balconi in ferro battuto, fregi dipinti e piastrelle colorate. Sono quasi tutte abitazioni private, da ammirare dalla strada.
La Mostra del cinema
Ogni anno, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, il Lido ospita la Mostra internazionale d’arte cinematografica, organizzata dalla Biennale di Venezia. Nata nel 1932, è il festival cinematografico più antico del mondo. Le proiezioni si tengono nel palazzo del Cinema sul lungomare, inaugurato nel 1937, e negli spazi vicini. Nel resto dell’anno la zona è un tranquillo quartiere residenziale.
L’antico cimitero ebraico e San Nicolò
Verso l’estremità nord dell’isola si trova l’antico cimitero ebraico. Nel 1386 la Repubblica concesse alla comunità ebraica veneziana un terreno per le sepolture, e molte lapidi recano iscrizioni in ebraico e stemmi di famiglia scolpiti. L’accesso è limitato, di solito alle visite guidate: prima di andare consulta le informazioni ufficiali del Museo Ebraico di Venezia.
Vicino alla bocca di porto sorge la chiesa di San Nicolò, fondata nell’XI secolo. Qui, nel giorno dell’Ascensione, il doge ascoltava la messa dopo lo Sposalizio del mare, quando dal Bucintoro gettava un anello nell’Adriatico; una versione della cerimonia si ripete ancora ogni anno.
Malamocco e gli Alberoni
A metà dell’isola, sul lato laguna, Malamocco sembra un pezzetto di Venezia scivolato verso sud: un canale, ponti in mattoni, un campo con la chiesa e il suo campanile. Il nome ricorda Metamauco, un centro più antico che nell’VIII secolo fu per un periodo sede dei dogi, prima che il governo si trasferisse a Rialto nell’811. Una mareggiata lo inghiottì all’inizio del XII secolo, e il paese fu ricostruito dove si trova oggi.
Più a sud, la zona degli Alberoni è più selvaggia. Dietro la spiaggia, dune alte fino a circa 10 m e una pineta di una trentina di ettari formano un’oasi protetta. All’estremità una lunga diga in pietra si spinge in mare accanto alla bocca di porto di Malamocco, il passaggio usato dalle grandi navi dirette al porto industriale in terraferma.
I murazzi
Dove i lidi sono più sottili, la sabbia da sola non è mai bastata. Nel Settecento la Repubblica costruì i murazzi, possenti dighe in pietra d’Istria, sul lato mare di Pellestrina e del Lido meridionale. I lavori principali cominciarono negli anni Quaranta del secolo sotto la direzione dell’ingegnere Bernardino Zendrini e si conclusero nel 1782. A Pellestrina la diga corre per circa 10 km, quasi tutta la lunghezza dell’isola.
La diga resistette per quasi due secoli. Il 4 novembre 1966, durante la marea più alta mai registrata a Venezia, le onde della mareggiata squarciarono i murazzi in più punti e il mare dilagò attraverso Pellestrina fino alla laguna. Le brecce furono riparate e le difese rinforzate, ma in una giornata di vento, con le onde da una parte e i tetti del paese dall’altra, si capisce quanto sia sottile il confine.
Pellestrina e Ca’ Roman
Pellestrina è un altro mondo rispetto al Lido. Un’unica strada la percorre per tutta la lunghezza, con la diga da un lato e la laguna dall’altro. Lungo la riva lagunare si susseguono San Pietro in Volta, Portosecco e Pellestrina: case dai colori vivaci, piccoli cantieri e barche ormeggiate davanti alle porte. La pesca scandisce ancora la vita quotidiana. Le case guardano la laguna e non il mare, e non per caso: la laguna era la strada per il mercato, il mare il pericolo.
All’estremità sud, Ca’ Roman è una riserva naturale di dune, pineta e spiaggia, protetta dal 2012. In primavera gli uccelli limicoli nidificano sulla sabbia: resta sui sentieri segnalati. Dall’estremità meridionale di Pellestrina un battello per soli passeggeri porta a Chioggia, di cui parliamo nella pagina Le isole della laguna.
Da un capo all’altro in bicicletta
Le due isole sono pianeggianti, e la bicicletta è il modo migliore per scoprirle. Nel centro storico le bici non sono ammesse, quindi parti dal Lido, dove si possono noleggiare vicino all’approdo principale. Un classico itinerario di una giornata va dall’estremità nord del Lido agli Alberoni, attraversa la bocca di porto con il ferry, segue la strada dei murazzi fino a Ca’ Roman e termina con il battello per Chioggia: circa 25 km in sella, più le traversate.
Come arrivare
Diverse linee di vaporetto collegano la città al Lido. Pellestrina si raggiunge con un autobus che percorre tutto il Lido e sale su un breve ferry per attraversare la bocca di porto di Malamocco. I tempi di percorrenza sono indicativi.
Scheda percorso
San ZaccariaversoLido S. M. Elisabetta
Consiglio
A San Zaccaria ci sono diversi pontili: non tutte le barche che partono da lì vanno al Lido.
Scheda percorso
Lido S. M. ElisabettaversoPellestrina
Consiglio
Agli Alberoni l’autobus sale sul ferry: puoi restare a bordo fino a Pellestrina.
Scheda percorso
PellestrinaversoChioggia
Consiglio
Proseguire fino a Chioggia ti evita di ripercorrere a ritroso entrambe le isole.
Gli orari cambiano con le stagioni e d’inverno le corse si riducono. Prima di partire consulta le informazioni ufficiali dell’azienda del trasporto pubblico. La nostra guida Muoversi sull’acqua spiega come funzionano le fermate.
Domande frequenti
Al Lido si può nuotare in mare?
Sì. Il lato mare dell’isola è una lunga spiaggia di sabbia, con tratti pubblici verso entrambe le estremità. Nei canali della città, invece, nuotare è vietato.
Vale la pena andarci fuori stagione?
Sì, se ami la quiete. Tra l’autunno e la primavera le spiagge si svuotano, quasi tutti gli stabilimenti chiudono e Pellestrina torna ai suoi abitanti.
Com’è il Lido durante la Mostra del cinema?
Più affollato, con transenne attorno al palazzo del Cinema e barche più piene. Per gli eventi aperti al pubblico e gli accessi consulta le informazioni ufficiali della Mostra.