Il Canal Grande di Murano nel sole radente della sera, con case in mattoni e color pastello affacciate sull’acqua
Il Canal Grande di Murano nella luce della sera

Le isole della laguna

Murano

Sette isolette, otto canali e più di sette secoli di vetro, a una breve traversata a nord della città.

Murano si trova circa 1,5 km a nord del centro storico, oltre il tratto di laguna aperta davanti alle Fondamente Nove. È formata da sette isole unite da ponti su otto canali, e da più di settecento anni il suo nome significa vetro.

Un’isola di fornaci

Nel 1291 la Repubblica ordinò ai vetrai di Venezia di trasferire le fornaci a Murano. La ragione dichiarata era il fuoco: la città era ancora in gran parte di legno, e una fornace da vetro arde giorno e notte. Riunire tutto il mestiere su un’isola permetteva anche di sorvegliarlo meglio e di tenerne in casa i segreti.

L’accordo portava con sé privilegi e una gabbia. Già nel Trecento i maestri vetrai potevano portare la spada, godevano dell’immunità dai processi dello Stato e vedevano le figlie sposarsi nelle famiglie più ricche di Venezia. Ma era loro vietato lasciare la Repubblica. Molti partirono lo stesso, e le tecniche veneziane si diffusero nelle fornaci di mezza Europa.

Ciò che usciva dalle fornaci cambiò con i secoli. Nel Quattrocento Murano mise a punto il cristallo, un vetro così limpido da prendere il nome dal cristallo di rocca. Poi vennero il lattimo, bianco come il latte, il vetro avventurina pieno di pagliuzze luccicanti, i calici smaltati, gli specchi e i grandi lampadari a molti bracci che si realizzano ancora oggi. Dopo la caduta della Repubblica, nel 1797, il settore decadde, per riprendersi nella seconda metà dell’Ottocento, quando nacquero nuove fornaci e l’isola cominciò a raccogliere la propria storia. Il vetro qui si lavora ancora, anche se le fornaci attive sono molte meno di qualche decennio fa. Il capitolo sulla storia inserisce questa vicenda nell’ascesa e nel declino di Venezia.

Sette isolette e un Canal Grande

Come Venezia, Murano è un grappolo di isolette cucite insieme dai ponti. La sua via d’acqua principale, il Canal Grande di Murano, attraversa l’isola con un’ampia curva ed è fiancheggiata da case in mattoni e color pastello, antichi palazzi e laboratori. È un cugino minore del Canal Grande di Venezia, e molto più tranquillo.

Quasi tutti sbarcano alla fermata Colonna e percorrono il rio dei Vetrai, dove fornaci e negozi di vetro si allineano su entrambe le rive. Attraversa il canale principale e segui la fondamenta per raggiungere, a pochi minuti a piedi, il museo e la basilica.

Lontano dal rio dei Vetrai, Murano è un’isola residenziale di qualche migliaio di abitanti, con cantieri, piccoli campi e panni stesi tra le finestre. Vale un’ora di passeggiata senza meta.

I Santi Maria e Donato

L’edificio più importante di Murano è la basilica dei Santi Maria e Donato, chiesa veneto-bizantina del XII secolo. Il suo lato migliore guarda il canale, non il campo: l’abside si alza in due ordini di arcate in mattoni, con colonne binate e fregi decorati, pensata per essere ammirata da chi arrivava dall’acqua.

L’abside ad arcate in mattoni della basilica dei Santi Maria e Donato a Murano, con il campanile a sinistra
L’abside del XII secolo dei Santi Maria e Donato è rivolta verso il canale, non verso il campo.

Dentro, guarda in basso. Il pavimento a mosaico, in porfido, serpentino, marmo e altre pietre colorate, porta un’iscrizione che lo data al settembre 1141. Motivi geometrici si alternano a uccelli e altri animali lungo tutta la navata. Sopra l’altare, una Madonna a mosaico vestita di blu intenso si staglia da sola sul fondo d’oro, molto simile a quella dell’abside della cattedrale di Torcello; se hai in programma entrambe le isole, confrontale nello stesso giorno.

La chiesa è dedicata anche a san Donato, il cui corpo fu portato qui dall’isola greca di Cefalonia nel 1125. Insieme a lui, racconta la leggenda, arrivarono le ossa del drago che il santo aveva ucciso. Alcune grandi ossa sono ancora appese dietro l’altare maggiore. Probabilmente appartengono a una balena, il che non le rende meno sorprendenti.

Il Museo del Vetro

Il Museo del Vetro occupa Palazzo Giustinian, un tempo residenza dei vescovi di Torcello, sul canale a pochi passi dalla basilica. Nacque nel 1861 come archivio della storia dell’isola, per iniziativa del sindaco di Murano, Antonio Colleoni, e dell’abate Vincenzo Zanetti. Dal 1923 appartiene ai musei civici veneziani.

La collezione ripercorre tutta la storia, dai vetri di epoca romana emersi dagli scavi ai calici rinascimentali, ai pezzi smaltati, agli specchi, ai lampadari e al design del Novecento. È il posto migliore per allenare l’occhio prima di passare davanti alle vetrine.

San Pietro Martire e il faro

Tra i negozi di vetro del rio dei Vetrai sorge San Pietro Martire. Fondata nel 1348 insieme a un convento domenicano, bruciò nel 1474 e fu ricostruita nella forma attuale nel 1511. Custodisce due dipinti di Giovanni Bellini: la Pala Barbarigo del 1488, con il doge Agostino Barbarigo inginocchiato davanti alla Madonna col Bambino, e una più tarda Assunzione con santi. C’è anche un San Girolamo nel deserto di Paolo Veronese.

Vicino alla fermata del vaporetto chiamata Faro sorge il faro in pietra che le dà il nome. La torre attuale risale agli anni Trenta del Novecento e sostituì una precedente struttura metallica del 1912. Anche se si trova ben dentro la laguna, la sua luce segnala l’avvicinamento alla bocca di porto del Lido, una delle tre aperture da cui entrano nella laguna le navi e la marea.

Guardare il vetro che prende forma

Vedere un maestro modellare un vaso da una massa di vetro incandescente è il motivo per cui molti vengono a Murano, e alcuni laboratori aprono le fornaci ai visitatori in certi orari. Qualche regola di buona educazione rende la visita migliore per tutti.

  1. Ricorda che è un luogo di lavoroLe fornaci superano di molto i mille gradi. Resta dietro le transenne, tieni vicini i bambini e non toccare mai un pezzo appena finito: il vetro resta pericolosamente caldo a lungo, anche quando ha smesso di brillare.
  2. Chiedi prima di filmareAlcuni maestri accettano volentieri di essere ripresi, altri no. Il flash e i movimenti improvvisi distraggono chi sta maneggiando vetro fuso.
  3. Osserva il lavoro di squadraUn maestro lavora raramente da solo. Gli assistenti raccolgono il vetro, riscaldano i pezzi nella fornace e passano gli attrezzi con un ritmo costruito in anni di pratica.
  4. Diffida delle offerte per stradaLe proposte in città di una barca veloce per “una fabbrica di vetro” finiscono di solito in uno showroom. Raggiungi Murano per conto tuo e scegli tu dove fermarti.

Riconoscere il vetro lavorato a mano

Non tutto ciò che viene venduto come vetro di Murano è stato prodotto a Murano, e nemmeno lavorato a mano. Non esiste una prova unica, ma alcuni segnali generali aiutano.

  • Guarda sotto. Un pezzo soffiato a mano di solito viene finito su un’asta, il pontello, che lascia un segno sulla base; a volte il segno viene molato.
  • Aspettati piccole irregolarità: lievi differenze di spessore, una minuscola bolla, una forma non del tutto identica a quella del pezzo accanto. File di oggetti perfettamente uguali fanno pensare a uno stampo o a una macchina.
  • Osserva le giunture. Manici, piedi e decorazioni applicati a mano si fondono con il corpo del pezzo; parti incollate e bordi netti no.
  • Chiedi informazioni. Chi ha realizzato o vende un pezzo deve saperti dire dove e come è stato prodotto, e metterlo per iscritto.

Un’ora al Museo del Vetro è il miglior allenamento per l’occhio.

Come arrivare

Murano è servita da diverse linee di vaporetto e ha più fermate. I tempi indicati sono tipici e dipendono dalla linea e dall’ora del giorno.

Scheda percorso

Fondamente NoveversoMurano

Durata tipica
circa 10 minuti
Con
vaporetto

Consiglio
Colonna, la prima fermata, è la più vicina al rio dei Vetrai; Museo è la più vicina alla basilica e al Museo del Vetro.

Scheda percorso

Piazzale Roma o FerroviaversoMurano

Durata tipica
tra 25 e 40 minuti circa, secondo la linea
Con
vaporetto

Consiglio
Comodo se arrivi in treno o in autobus: raggiungi Murano senza attraversare prima la città.

Scheda percorso

Murano FaroversoBurano

Durata tipica
circa mezz’ora
Con
vaporetto

Consiglio
Prosegui verso Burano e Torcello per una giornata intera nella laguna nord.

Linee, percorsi e orari cambiano con le stagioni. Prima di partire controlla le informazioni ufficiali dell’azienda del trasporto pubblico; il capitolo su come muoversi spiega come funzionano fermate e linee.

Domande

Si può arrivare a Murano a piedi dalla città?

No. Murano è separata dalla città da un tratto di laguna aperta, con l’isola-cimitero di San Michele nel mezzo. La traversata si compie in barca.

Quanto tempo serve?

Mezza giornata basta per il rio dei Vetrai, la basilica e il Museo del Vetro. Con una giornata intera puoi abbinare Murano a Burano e Torcello; trovi l’itinerario nella pagina delle isole.

Vale la pena visitare Murano se il vetro non ti interessa?

Sì. Il pavimento dei Santi Maria e Donato, i Bellini di San Pietro Martire, il museo e i canali residenziali più tranquilli bastano da soli per una bella mezza giornata.