Piazza San Marco allagata durante l’acqua alta, con la Basilica, Palazzo Ducale e il campanile dietro file di sedie vuote
Piazza San Marco con l’acqua alta

Tavola V · Maree

Maree, acqua alta e MOSE

Due volte al giorno l’Adriatico entra in laguna e poi ne esce. Qualche volta l’anno, soprattutto tra l’autunno e l’inizio della primavera, non si ferma dove dovrebbe.

A Venezia la marea si misura in centimetri sopra un livello di riferimento fissato nel 1897 a Punta della Salute, la punta di terra accanto alla chiesa della Salute. Quando i veneziani dicono che la marea arriverà «a centodieci», parlano di questa scala.

Due maree al giorno

La laguna respira attraverso le sue tre bocche. Per circa sei ore il mare entra dalle bocche di Lido, Malamocco e Chioggia, riempie i canali e risale sulle velme; per le sei ore successive defluisce. Il ritmo di due alte e due basse maree in poco più di un giorno dipende dalla luna e dal sole, e si può prevedere con anni di anticipo.

In condizioni normali la differenza tra alta e bassa marea è contenuta: di solito ben sotto il metro, un po’ di più intorno alla luna nuova e alla luna piena. Basta comunque a cambiare l’aspetto della città: con la bassa marea sui mattoni compare una fascia verde di alghe e le barche ormeggiate scendono sotto il bordo della fondamenta.

Le basse maree più forti, frequenti nelle giornate invernali calme e di alta pressione, possono lasciare quasi all’asciutto i rii minori, con le barche ferme nel fango finché l’acqua non ritorna. Il bacino in cui si muovono le maree è descritto nel capitolo su la laguna e i suoi fiumi.

Che cos’è l’acqua alta

Si chiama acqua alta la marea che sale abbastanza da allagare le zone più basse della città. Le pavimentazioni di Venezia non sono tutte alla stessa quota, così la stessa marea può lasciare asciutto un campo e coprirne un altro fino alla caviglia. Il punto più basso in assoluto è piazza San Marco: l’acqua comincia a spandersi intorno agli 80–90 cm, e il nartece della Basilica è ancora più in basso. Spesso la prima acqua non scavalca la riva, ma risale dai tombini e dalle griglie della pavimentazione, perché gli scoli sfociano nei canali.

Il centro maree del Comune distingue tre fasce di marea sostenuta.

Livelli di marea usati a Venezia (cm sopra lo zero del 1897)
LivelloDefinizione ufficialeChe cosa significa in città
80–109 cmMarea sostenutaAcqua in piazza San Marco e in poche altre zone tra le più basse
110–139 cmMarea molto sostenutaCirca il 14 % della città allagato a 110 cm, oltre il 40 % a 130 cm
140 cm e oltreMarea eccezionalePiù di metà della città sott’acqua

Le maree eccezionali sono rare, ma quelle sopra i 110 cm sono diventate sensibilmente più frequenti negli ultimi decenni, anche perché la città oggi si trova più in basso rispetto al mare di quanto non fosse un secolo fa. La maggior parte arriva tra ottobre e gennaio.

Perché l’acqua sale

L’acqua alta non ha mai una causa sola. Si verifica quando più fattori spingono nella stessa direzione nello stesso momento.

La marea astronomica

La marea regolare, governata da luna e sole, è la base su cui si somma tutto il resto. Intorno alla luna nuova e alla luna piena, e in particolare vicino agli equinozi, è più alta del solito. Da sola raramente allaga più dei punti più bassi.

Scirocco e bora

L’Adriatico è un mare lungo e stretto, e Venezia si trova alla sua estremità chiusa, a nord. Quando lo scirocco soffia da sud-est lungo tutto il bacino, accumula acqua contro la costa settentrionale e ne ostacola il deflusso, così ogni alta marea parte da un livello più alto della precedente. La bora, vento freddo da nord-est, soffia più direttamente verso la costa e spinge l’acqua attraverso le bocche e dentro la laguna.

La bassa pressione

L’aria preme sul mare. Quando una profonda depressione attraversa l’alto Adriatico, il livello sale di circa un centimetro per ogni ettopascal di pressione in meno: una bassa pressione intensa può aggiungere da sola qualche decina di centimetri.

Le sesse

Dopo una burrasca l’Adriatico continua a oscillare da un capo all’altro, come l’acqua in una vasca. Questa lenta oscillazione, la sessa, ha un periodo di circa 21–22 ore e può portare un nuovo innalzamento un giorno dopo che il vento è calato, quando il tempo sembra già migliorato.

I previsori combinano tutti questi fattori: per questo una previsione precisa è possibile con un giorno o due di anticipo, ma oltre resta solo indicativa.

I record e la tendenza di lungo periodo

4 novembre 1966
circa 194 cm
12 novembre 2019
circa 187 cm
Quota persa rispetto al mare dal 1897
circa 23 cm

Il 4 novembre 1966 una burrasca di scirocco, piogge intense e una profonda depressione arrivarono insieme. La marea toccò circa 194 cm, il mare sfondò i murazzi di Pellestrina e l’acqua non calò per quasi un giorno intero. L’«acqua granda», arrivata lo stesso giorno dell’alluvione dell’Arno a Firenze, diede avvio alle campagne internazionali per la salvaguardia di Venezia.

Il 12 novembre 2019 la marea raggiunse circa 187 cm, spinta da un vento locale improvviso e violentissimo su una marea già alta. L’acqua entrò nella Basilica di San Marco, le barche furono scaraventate sulle rive e parte di Pellestrina finì allagata.

Dietro i record c’è un cambiamento più lento. Secondo il centro maree del Comune, dal 1897 Venezia ha perso circa 23 cm di quota rispetto al mare. Circa metà si deve a cause naturali, il lento assestamento del suolo e l’innalzamento del mare; il resto soprattutto ai prelievi di acqua dalle falde per l’industria della terraferma nel Novecento, interrotti negli anni Settanta. Il livello del mare continua a salire, e maree un tempo considerate eccezionali sono destinate a diventare più frequenti.

Sirene, previsioni e passerelle

Il Comune di Venezia gestisce il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree, che pubblica le previsioni e i dati in tempo reale dei mareografi sparsi per la laguna. Le previsioni compaiono anche sui pannelli di molte fermate del vaporetto. Quando è attesa una marea di circa 110 cm o più, qualche ora prima del colmo le sirene suonano in tutto il centro storico e nelle isole.

Il segnale è in due parti. Prima suona una sirena per richiamare l’attenzione; poi una sequenza di note indica fin dove dovrebbe salire l’acqua:

  • una nota lunga e uniforme: circa 110 cm
  • due note in scala crescente: circa 120 cm
  • tre note in scala crescente: circa 130 cm
  • quattro note in scala crescente: 140 cm o più, marea eccezionale

Lungo i percorsi pedonali più frequentati, quando è attesa l’acqua alta vengono montate le passerelle: stretti camminamenti di tavole su cavalletti metallici, con il piano di calpestio a circa 120 cm sulla scala di marea. Intorno a San Marco sono spesso l’unico modo per attraversare all’asciutto.

Il MOSE: le paratoie alle bocche di porto

Dal 2020 le maree peggiori possono essere fermate prima di arrivare in città. Il MOSE, acronimo di Modulo Sperimentale Elettromeccanico e allusione a Mosè che divide le acque, è un sistema di 78 paratoie d’acciaio incernierate, disposte in quattro schiere attraverso le tre bocche di porto: due a Lido, separate da un’isola artificiale, una a Malamocco e una a Chioggia.

Per la maggior parte del tempo le paratoie non si vedono. Ognuna è un cassone cavo, adagiato in un alloggiamento di calcestruzzo sul fondale e pieno d’acqua. Quando è prevista una marea pericolosa vi si immette aria compressa che espelle l’acqua, e le paratoie ruotano sulle cerniere fino a emergere, formando una barriera tra mare e laguna. Il sollevamento richiede circa mezz’ora. Passata la marea, l’acqua viene fatta rientrare e le paratoie tornano a coricarsi nei loro alloggiamenti. Una chiusura dura di solito qualche ora.

Le strutture del MOSE alla bocca di porto di Chioggia: un lungo argine in calcestruzzo con un edificio moderno, viste dall’acqua
Le strutture del MOSE alla bocca di Chioggia. Le paratoie restano nascoste sul fondale.

Una grande conca di navigazione a Malamocco permette il passaggio delle navi a paratoie alzate, mentre conche più piccole a Lido e a Chioggia servono pescherecci, mezzi di soccorso e altre piccole imbarcazioni.

Le paratoie si sono alzate per la prima volta contro una vera acqua alta il 3 ottobre 2020. La quota di previsione oltre la quale vengono sollevate è riportata in modi diversi: 110 cm nelle regole operative originarie, intorno ai 130 cm nella pratica degli ultimi anni. Le maree inferiori raggiungono comunque le zone più basse, per cui piazza San Marco può allagarsi anche a paratoie abbassate. Nel 2022 intorno alla Basilica sono state installate basse barriere di vetro per tenere queste maree fuori dalla chiesa.

Una difesa discussa

Poche opere pubbliche in Italia sono state discusse così a lungo. L’idea prese forma dopo l’acqua granda del 1966 e il progetto negli anni Ottanta, ma i cantieri si aprirono solo nel 2003, e una scadenza dopo l’altra fu mancata. Nel 2014 un’inchiesta per corruzione sui lavori portò a più di trenta arresti e alla soppressione del Magistrato alle Acque, l’autorità statale delle acque il cui nome risaliva alla Repubblica.

Le questioni di fondo riguardano la laguna stessa. Una laguna vive del ricambio con il mare, e ogni chiusura lo interrompe. Gli ecologi temono che, con il mare in crescita e chiusure sempre più frequenti, l’acqua si rinnovi meno spesso, con effetti su ossigeno, pesci e barene. Il porto teme i ritardi per le navi, e gli ingegneri si chiedono come resisteranno le cerniere al sale e alle incrostazioni marine se le chiusure diventeranno frequenti. I sostenitori rispondono che senza paratoie le acque alte degli ultimi autunni sarebbero state molto peggiori, e che il MOSE dà alla città il tempo di adattarsi.

Per chi visita la città il risultato pratico è semplice: le maree più estreme sono ormai più rare, ma l’acqua alta moderata non è scomparsa.

Se ti trovi in città con l’acqua alta

  1. Controlla la previsione la sera primaLa previsione del centro maree ti dice se il giorno dopo arriverà l’acqua e a che ora è atteso il colmo.
  2. Lascia passare il colmoDi solito un’alta marea allaga le calli per un paio d’ore intorno al colmo e poi si ritira. Approfitta di quelle ore per un museo, una chiesa o un pranzo con calma, invece di guadare.
  3. Usa stivali veri, o resta nelle zone più alteI veneziani portano stivali impermeabili ben sopra la caviglia. I sovrascarpe di plastica sottile sono, al massimo, un ripiego.
  4. Sulle passerelle non fermartiLe passerelle sono strette e percorse nei due sensi. Tieni la destra, non fermarti a metà per le foto e lascia passare i residenti con la spesa.
  5. Aspettati cambiamenti nei vaporettiCon le maree molto alte alcune linee vengono deviate o sospese, perché le barche non passano sotto i ponti bassi o non possono accostare ai pontili allagati. L’azienda del trasporto pubblico espone gli avvisi alle fermate; il capitolo su come muoversi sull’acqua spiega la rete.
  6. Viaggia leggeroTrolley e calli allagate non vanno d’accordo. Se arrivi durante l’acqua alta, preparati a portare i bagagli in mano.

Domande frequenti

L’acqua alta arriva tutti i giorni?

No. La marea sale due volte al giorno, ma per l’acqua alta devono coincidere più fattori, soprattutto tra l’autunno e l’inizio della primavera. Anche in quella stagione passano molti giorni senza allagamenti.

Il MOSE si alza a ogni alta marea?

No. Le paratoie si sollevano solo quando la previsione supera la soglia stabilita. Le maree inferiori raggiungono comunque le zone più basse della città, piazza San Marco compresa.

È sicuro visitare Venezia con l’acqua alta?

L’acqua alta ordinaria fa parte della vita cittadina e, con gli stivali e un po’ di pazienza, è soprattutto un disagio. Fai attenzione vicino al bordo dell’acqua e, in caso di burrasca o di marea eccezionale, segui le indicazioni delle autorità cittadine.

Si possono vedere le paratoie?

Quando sono abbassate no: si vedono solo gli edifici e gli argini alle bocche di porto, per esempio dalle linee di vaporetto per il Lido e Pellestrina. Quando sono alzate, la sommità delle paratoie affiora come una fila di cassoni gialli attraverso la bocca.