Il centro storico sorge già su circa 118 isole, ma quando si parla di “isole” si intende altro: i luoghi separati sparsi nella laguna, raggiungibili soltanto in barca e ognuno con la propria ragione d’essere.
Come si raggruppano
Geografia e storia dividono le isole in poche famiglie. Sapere a quale famiglia appartiene un’isola dice già molto su ciò che vi troverai e su quanto sarà facile arrivarci.
Le isole della città
La Giudecca e San Giorgio Maggiore sono a pochi minuti d’acqua dal centro e, in pratica, appartengono alla città. Con loro va San Michele, il cimitero cinto da mura tra le Fondamente Nove e Murano.
La laguna nord
Murano, Burano, Mazzorbo e Torcello furono abitate presto, alcune prima ancora che Venezia diventasse il centro dominante, e ognuna conserva la propria chiesa, la propria piazza e il proprio carattere. Intorno si stendono le isole-orto di Sant’Erasmo e delle Vignole, che coltivano ancora verdure per la città.
I lidi a sud
Il Lido e Pellestrina sono lidi: lunghe strisce di sabbia tra la laguna e il mare aperto, difese verso l’Adriatico da muraglioni e dighe frangiflutti. Hanno strade, automobili e autobus, e per questo sembrano un altro mondo rispetto al resto della laguna. Chioggia, città di pescatori e di canali, chiude la laguna a sud. Il capitolo sulla laguna spiega come si sono formati i lidi.
Le isole dei monasteri
Per secoli la Repubblica affidò piccole isole agli ordini religiosi. Alcune comunità sono ancora lì: i monaci armeni a San Lazzaro, i frati francescani a San Francesco del Deserto. Altre isole, come San Servolo e la Certosa, persero i loro monaci all’inizio dell’Ottocento e da allora hanno trovato nuovi usi.
Isole chiuse e abbandonate
Anche ospedali, lazzaretti, forti e polveriere furono mandati sulle isole, il più lontano possibile dalla città affollata. Molti furono abbandonati nel Novecento. Li vedrai dal vaporetto, ma sulla maggior parte di queste isole non è permesso sbarcare.
Vicino alla città
Queste isole sono a una breve traversata dal centro e stanno comodamente in mezza giornata.
Giudecca
Un’isola lunga e arcuata, al di là dell’ampio canale della Giudecca rispetto alle Zattere: ex fabbriche e cantieri, giardini dietro alti muri, abitazioni di tutti i giorni e, rivolta verso la città, la chiesa del Redentore di Andrea Palladio. Ogni luglio un ponte provvisorio su galleggianti la collega alle Zattere per la festa del Redentore. Il capitolo su Giudecca e San Giorgio racconta di più.
Scheda percorso
ZattereversoGiudecca
Consiglio
Percorri la fondamenta lungo la riva nord: guarda dritto verso la città, al di là del canale.
San Giorgio Maggiore
Un’isola piccola, occupata quasi per intero dalla chiesa bianca di Palladio e dal suo ex monastero benedettino. La vista dal campanile sul bacino di San Marco, su Palazzo Ducale e sui tetti della città è tra le più belle di Venezia.
Scheda percorso
San ZaccariaversoSan Giorgio
Consiglio
Vieni nel pomeriggio, quando il sole illumina la facciata di Palazzo Ducale sull’acqua, proprio di fronte.
San Michele
Dal 1807, in epoca napoleonica, San Michele è il cimitero della città, e i defunti vi arrivano ancora in barca. Un lungo muro di mattoni la circonda; all’interno, viali di cipressi corrono tra cappelle di famiglia e campi numerati. Lo spazio è così poco che la maggior parte delle sepolture non è perpetua. Accanto all’approdo sorge San Michele in Isola, progettata da Mauro Codussi nel 1469 e spesso indicata come la prima chiesa rinascimentale di Venezia. Qui sono sepolti Igor Stravinskij, Sergej Djagilev, Ezra Pound e Iosif Brodskij.
Scheda percorso
Fondamente NoveversoSan Michele
Consiglio
La fermata si chiama Cimitero. È un cimitero in uso: vestiti e comportati come in qualsiasi luogo di sepoltura.
La Certosa
Qui sorgeva una certosa fino agli anni napoleonici, quando i monaci furono allontanati, le opere d’arte portate via e l’isola consegnata ai militari. Seguirono una polveriera e un laboratorio pirotecnico, e dopo la loro chiusura, a metà Novecento, arrivò l’abbandono. Dalla fine degli anni Novanta l’isola viene recuperata poco a poco come area verde, con cantieri nautici e attività di vela all’estremità meridionale.
Scheda percorso
Fondamente NoveversoCertosa
Consiglio
Alla Certosa il vaporetto ferma a richiesta. Avvisa il marinaio quando sali e informati su come segnalare la fermata per il ritorno.
La laguna nord
A nord della città l’acqua è più bassa, i canali navigabili sono segnati da file di pali di legno, le bricole, e le corse sono meno frequenti. Quasi tutti i percorsi partono dalle Fondamente Nove, sulla riva settentrionale della città.
Murano
La più vicina delle isole del nord e la più frequentata. Le fornaci arrivarono nel 1291, e il vetro qui si lavora ancora. Oltre alle vetrine, cerca il Museo del Vetro e il pavimento a mosaico del XII secolo dei Santi Maria e Donato. Tutti i dettagli nel capitolo su Murano.
Scheda percorso
Fondamente NoveversoMurano
Consiglio
Murano ha diverse fermate. Colonna è la più vicina al rio dei Vetrai, Museo al museo e alla basilica.
Burano
La più lontana tra le isole più visitate e la più fotografata, per le case dipinte con colori decisi lungo stretti canali. È da sempre un’isola di pescatori e di merlettaie, e il suo campanile pendente si vede da lontano, attraverso la laguna. Leggi il capitolo su Burano e Mazzorbo.
Scheda percorso
Fondamente NoveversoBurano
Consiglio
I vaporetti per Burano fermano a Murano lungo il percorso: puoi spezzare il viaggio lì.
Mazzorbo
Unita a Burano da un ponte pedonale in legno, Mazzorbo fu un tempo un’isola di commerci con cinque monasteri e cinque chiese parrocchiali. Di tutte resta soltanto Santa Caterina. Oggi l’isola è tranquilla: orti, frutteti, una vigna murata e un quartiere di case colorate progettato da Giancarlo De Carlo per riportarvi abitanti.
Scheda percorso
Fondamente NoveversoMazzorbo
Consiglio
Scendi a Mazzorbo e attraversa il ponte: arriverai a Burano dal suo lato più tranquillo.
Torcello
Torcello fu un tempo il centro principale della laguna, con un vescovo, una cattedrale e approdi animati. Con l’interramento dei canali e il diffondersi della malaria la gente se ne andò, e oggi vi abitano pochissime persone. La cattedrale di Santa Maria Assunta, fondata nel 639, conserva i suoi grandi mosaici bizantini. Leggi il capitolo su Torcello.
Scheda percorso
BuranoversoTorcello
Consiglio
Annota l’ora dell’ultima corsa per Burano prima di incamminarti lungo il canale verso la cattedrale.
San Francesco del Deserto
Una piccola isola verde di circa 4 ettari tra Burano e Sant’Erasmo. Si racconta che Francesco d’Assisi vi sia approdato nel 1220, di ritorno dalla Terra Santa, e i frati francescani vivono ancora nel convento sorto in quel luogo. Non c’è un servizio regolare di vaporetti.
Scheda percorso
BuranoversoSan Francesco del Deserto
Consiglio
I frati accolgono i visitatori solo in orari stabiliti. Informati prima di organizzare la barca.
Sant’Erasmo
Una delle isole più grandi della laguna e una delle meno visitate: lunga, piatta e verde, con orti, qualche centinaio di abitanti e quasi nessun traffico. È nota per il carciofo violetto; i primi germogli teneri di primavera, le castraure, sono una prelibatezza veneziana. All’estremità sud sorgono la Torre Massimiliana, un forte costruito sotto gli austriaci negli anni Quaranta dell’Ottocento, e una piccola spiaggia amata dai veneziani d’estate.
Scheda percorso
Fondamente NoveversoSant’Erasmo
Consiglio
L’isola ha tre fermate distribuite per tutta la sua lunghezza. A piedi le distanze sono maggiori di quanto sembri: porta con te dell’acqua.
Vignole
Due piccole isole unite da un ponte, abitate da una piccola comunità di agricoltori, con una chiesetta e il suo campanile. La parte orientale è zona militare; più in là, su un’isoletta propria, il cinquecentesco forte di Sant’Andrea sorveglia la bocca di porto del Lido.
Scheda percorso
Fondamente NoveversoVignole
Consiglio
Le Vignole sono sullo stesso percorso di Sant’Erasmo: insieme si combinano bene per una mezza giornata tranquilla.
Lazzaretto Nuovo
Nel 1468 il Senato trasformò quest’isola cinta da mura, fino ad allora una vigna, in una stazione di quarantena per navi, equipaggi e merci dirette a Venezia. Il grande magazzino, il Tezon Grande, lungo più di 100 metri, conserva ancora iscrizioni cinquecentesche lasciate da chi movimentava le merci. Dopo la partenza dei militari, negli anni Settanta, alcuni volontari hanno ripulito e studiato il sito, e oggi accompagnano i visitatori in giorni stabiliti durante la bella stagione.
Scheda percorso
Fondamente NoveversoLazzaretto Nuovo
Consiglio
Le visite sono guidate e vanno concordate in anticipo con i volontari che curano il sito.
Verso il Lido
Tra San Marco e il Lido si allinea una serie di piccole isole che la Repubblica affidò un tempo ai monaci, ai malati e a chi doveva scontare la quarantena.
San Servolo
Per secoli San Servolo fu abitata da monaci benedettini. Nel Settecento la Repubblica vi stabilì un ospedale, che divenne poi l’ospedale psichiatrico della città fino alla chiusura, nel 1978. Oggi gli edifici ospitano un campus universitario e sale per convegni, e un piccolo museo ricorda gli anni del manicomio. I giardini nascono dalle piante coltivate un tempo per la farmacia dell’ospedale.
Scheda percorso
San ZaccariaversoSan Servolo
Consiglio
San Servolo e San Lazzaro sono sullo stesso percorso, a pochi minuti l’una dall’altra.
San Lazzaro degli Armeni
Lebbrosario nel Medioevo, poi abbandonata, San Lazzaro fu concessa nel 1717 a Mechitar e alla sua comunità di monaci armeni cattolici, che vi abitano ancora. La biblioteca e il museo custodiscono migliaia di manoscritti armeni e una sorprendente varietà di curiosità, tra cui una mummia egizia. Nell’inverno 1816–17 Lord Byron veniva regolarmente sull’isola per studiare l’armeno con i monaci; la stanza in cui lavorava porta il suo nome.
Scheda percorso
San ZaccariaversoSan Lazzaro
Consiglio
I monaci guidano i visitatori in orari stabiliti. Informati prima e organizza il vaporetto in base alla visita.
Lazzaretto Vecchio e Poveglia
Il Lazzaretto Vecchio, vicino al Lido, divenne ospedale per gli appestati nel 1423, uno dei primi lazzaretti permanenti d’Europa. Dal 2004 gli archeologi vi hanno riportato alla luce i resti di oltre 1.500 vittime della peste. L’isola non è aperta alle visite libere, anche se in qualche occasione sono state organizzate aperture guidate.
Poveglia, tra la città e il Lido, fu nel Medioevo una comunità di pescatori e di salinari, poi una stazione di quarantena e, fino al 1968, una casa di cura. Da decenni è chiusa e in rovina; di recente un’associazione di cittadini ha ottenuto in concessione una parte dell’isola per un futuro parco pubblico. Le storie di fosse comuni e di fantasmi legate al suo nome vengono dalla televisione più che dagli archivi.
La barriera meridionale
A sud della città il Lido e Pellestrina si allungano per circa 11 km ciascuno tra laguna e mare. Un autobus, un breve traghetto e un battello li collegano a Chioggia: una giornata lunga, ma che ripaga.
Lido
Una lingua di sabbia con le spiagge sul lato dell’Adriatico, viali alberati, ville del primo Novecento e la Mostra internazionale d’arte cinematografica, che vi si tiene dal 1932. A differenza del centro storico, qui circolano automobili e autobus. Leggi il capitolo su Lido e Pellestrina.
Scheda percorso
San ZaccariaversoLido S. M. Elisabetta
Consiglio
Dall’approdo il viale principale attraversa l’isola fino al mare: circa un quarto d’ora a piedi.
Pellestrina
Una sottile striscia di sabbia con quattro borghi di pescatori dalle case dipinte, rivolti verso la laguna. Sul lato del mare corrono i murazzi, la possente diga in pietra che la Repubblica costruì nel Settecento per tenere l’Adriatico fuori dalla laguna.
Scheda percorso
Lido S. M. ElisabettaversoPellestrina
Consiglio
L’autobus sale su un breve traghetto per attraversare la bocca di porto di Malamocco, una delle tre aperture della laguna sul mare.
Chioggia
All’estremità sud della laguna, a circa 25 km da Venezia, Chioggia è una città a sé, con circa 50.000 abitanti nel suo comune. Costruita su isole e attraversata da canali, sembra una Venezia più piccola e più operosa. La pesca è sempre stata il suo mestiere: il canal Vena è fiancheggiato da barche da lavoro e case porticate, e il lungo corso del Popolo attraversa il centro storico.
Scheda percorso
PellestrinaversoChioggia
Consiglio
Per rientrare senza ripercorrere la stessa strada, gli autobus collegano Chioggia a piazzale Roma via terra in circa un’ora.
Itinerario nord: Murano, Burano e Torcello
Entrambi gli itinerari di questa pagina presuppongono una partenza di buon mattino e un rientro nel tardo pomeriggio. Sulle linee più lontane le corse sono meno frequenti che in città: controlla l’orario di ogni tratta prima di partire e tieni a mente l’ultima corsa per il ritorno.
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Mattina
Dalle Fondamente Nove a Murano
Dieci minuti di traversata. Percorri il rio dei Vetrai, poi visita il Museo del Vetro e i Santi Maria e Donato prima che l’isola si riempia.
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Tarda mattinata
Avanti verso Burano
Dalla fermata Faro di Murano i vaporetti proseguono verso Mazzorbo e Burano in circa mezz’ora. Scendi a Mazzorbo ed entra a Burano dal ponte di legno.
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Pomeriggio
Pranzo a Burano, poi Torcello
Dopo pranzo e un giro tra i canali, prendi la navetta per Torcello: cinque minuti e sei davanti alla cattedrale, ai mosaici e al silenzio.
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Prima sera
Ritorno in città
Torna a Burano e prendi il vaporetto per le Fondamente Nove: circa 40–45 minuti attraverso la laguna nord, mentre cala la luce.
Itinerario sud: Lido, Pellestrina e Chioggia
Una giornata più lunga, con tre mezzi diversi: vaporetto, autobus con un breve tratto in traghetto e battello. Concediti tempo a ogni cambio.
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Mattina
Da San Zaccaria al Lido
Circa 15–20 minuti in vaporetto. Attraversa l’isola a piedi fino alla spiaggia, poi prendi l’autobus verso sud.
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Tarda mattinata
Autobus e traghetto per Pellestrina
L’autobus percorre il Lido, attraversa in traghetto la bocca di porto di Malamocco e prosegue lungo Pellestrina. Scendi in uno dei borghi e cammina lungo i murazzi.
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Pomeriggio
In battello a Chioggia
Dall’estremità sud di Pellestrina un battello raggiunge Chioggia in circa 25 minuti. Percorri il corso del Popolo e il canal Vena.
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Prima sera
Rientro a Venezia
Prendi l’autobus per piazzale Roma via terra, circa un’ora, oppure ripercorri il tragitto in battello e autobus.
Prima di partire
- Controlla l’ultima corsaSulle linee più lontane le ultime partenze possono essere presto, soprattutto fuori stagione. Annota l’orario prima di allontanarti dal pontile.
- Scegli la fermata, non solo l’isolaMurano, Sant’Erasmo e il Lido hanno diverse fermate ciascuno. Scegli quella più vicina a ciò che vuoi vedere.
- Pochi servizi sulle isole minoriA Sant’Erasmo, alle Vignole, a Torcello e a Pellestrina i posti dove mangiare o comprare acqua sono pochi, e alcuni chiudono fuori stagione.
- Ricorda che lì vive qualcunoBurano, Pellestrina e Sant’Erasmo sono comunità, non musei all’aperto. Lascia liberi usci e fondamente e chiedi prima di fotografare le persone.
- Vestiti per l’acqua apertaIn primavera e in autunno in laguna c’è più vento ed è più fresco che in città, e d’estate sul vaporetto e sui lidi l’ombra è poca.
- Tieni d’occhio meteo e mareaNebbia e vento forte possono interrompere le corse, e l’acqua alta incide su alcuni approdi. Leggi il capitolo sulle maree e controlla gli avvisi ufficiali del giorno.
Domande
Si possono vedere Murano, Burano e Torcello in un giorno?
Sì, se parti presto e ti accontenti dell’essenziale. Segui l’itinerario nord qui sopra e dedica la maggior parte del tempo a Burano e Torcello, che sono più lontane.
Tra quali isole si può andare a piedi?
Burano e Mazzorbo sono unite da un ponte pedonale, così come le due parti delle Vignole. Per tutto il resto serve la barca o, al Lido e a Pellestrina, l’autobus. Il capitolo su come muoversi spiega come funzionano i vaporetti.
Si può visitare Poveglia?
No. L’isola non è accessibile al pubblico da decenni e i suoi edifici sono pericolanti. I progetti per un parco pubblico su una parte dell’isola sono agli inizi: affidati alle notizie ufficiali più recenti, non ai vecchi racconti di viaggio.
Perché tante isole hanno una chiesa ma quasi nessun abitante?
Molte erano monasteri o parrocchie che si svuotarono con la crescita di Venezia, con la malaria o dopo la soppressione degli ordini religiosi in età napoleonica, all’inizio dell’Ottocento. Il capitolo sulla storia racconta la vicenda più ampia.




